La natura della maschera è di essere doppia. La doppiezza è tanto un suo carattere fondamentale che senza di essa la maschera è inspiegabile. In primo luogo, si tratta della doppia polarità dei suoi versanti: essa si affaccia verso l’esterno e verso l’interno, verso il mondo degli uomini e verso quello degli dei, verso il mutevole e verso il duraturo, verso il grossolano e verso il sottile, verso il visibile e verso l’invisibile.

Ma alla natura della maschera, nel suo fondo, oltre alla doppiezza, appartiene anche di tenere uniti i due versanti e la doppia polarità.In ogni caso, la maschera rappresenta il volto di chi è diventato altro da quello che era, conquistando, grazie ad essa, un sé essenziale. Per questo motivo, la maschera vuol essere il volto capace sia di esprimere sia di conservare l’invisibile, in altri termini, il volto simbolico che resiste alla frammentazione e alla dispersione. Giuseppe Lampis

Rachele Giordano, ideatrice del progetto, terrà il corso e seguirà i partecipanti durante le diverse fasi di creazione della maschera, usando la tecnica tradizionale dei mascherai veneziani (creta, gesso, cartalana, colori). Verrà quindi introdotto il tema del linguaggio corporale, attraverso lo studio dei caratteri e delle espressioni, ma anche attraverso una serie di esercizi con il corpo in movimento.Continua a leggere l’articolo su IL Mitte

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Il 5 febbraio dalle ore 18.00 alle ore 21 presenteremo il Workshop presso l’AWO.

Locandina_workshop maschere italiano