Rocco Casalino, portavoce e capo ufficio stampa del Presidente del consiglio Giuseppe Conte, mente della strategia comunicativa del Movimento 5 Stelle, nel 2006, nella scuola di giornalismo dove era ospite, fece dichiarazioni sconcertanti relativamente al suo modo di pensare nei confronti di bambini, anziani, persone con la sindrome di Down, ebrei.

Casalino dichiarava, nel video, che queste categorie di persone “gli fanno schifo e che non si occuperebbe neanche della madre, quando diventerà anziana, perché per questo ci sono i centri di cura appositi”.

La notizia viene smentita dicendo che questa era stata una simulazione per poter mettere i partecipanti al corso di giornalismo, a cui era stato invitato, in condizioni di fare domande relativamente al tema dibattuto, attraverso la provocazione. Strana metodologia, a mio avviso, per insegnare giornalismo.

Sono madre di una ragazza con la sindrome di Down, attualmente inserita nel contesto berlinese, dove lavora stabilmente, come attrice nel teatro Thikwa. Dal 2015 ho fondato, insieme ad altri genitori e professionisti del settore, principalmente italiani ma anche di altre nazionalità, l’associazione Artemisia e.V. che si occupa di tutelare i diritti delle persone diversamente abili e non, in Germania, principalmente nel contesto dell’inclusione. Mi domando, quante persone che hanno figli con la sindrome di Down, anziani, ebrei possano sentirsi oltremodo feriti e stigmatizzati di fronte a dichiarazioni, che vengono ora smentite, con la scusa che lui stesse simulando un personaggio, come se questo possa rendere meno penose le sue affermazioni. Altra domanda che mi faccio: “Stanno riportando queste parole dette qualche anno fa perché si vuole misurare il grado di sdegno delle persone, oppure perché fa sempre più notizia parlare in modo dispregiativo delle fasce deboli? Quale gioco mediatico si nasconde dietro queste affermazioni che feriscono la dignità umana delle persone che ne sono principalmente colpite?”

Io e mia figlia non abbiamo bisogno di andare sotto la finestra di Casalino per vedere la sua reazione e le grida spaventate, come proposto da Gianluca Nicolini nel suo articolo, invitando i genitori di figli con la sindrome di Down a farlo, per  dimostrare che loro sono superiori o “speciali” e che le sue affermazioni non ledono la sua persona.

Non renderò partecipe mia figlia di queste illazioni di disprezzo offensive, perché non ho bisogno di presentarle un mondo che la rifiuta e la stigmatizza. Ho vissuto  insieme a lei, nel corso degli anni, momenti di sensibilità unici e indescrivibili, aumentando la sua e la mia consapevolezza di essere una persona con la sindrome di Down,  una persona diversa dagli altri ma non per questo inferiore. Le ho insegnato a non vergognarsi per come è, ma anzi valorizzarne le qualità, e fortificare la sua persona, di fronte alle discriminazioni che spesso subisce e subirà, è stato più importante che seguire i pregiudizi di chi si rifiuta di accettare la diversità a priori. L’Italia ha dato il via a un’idea d’inclusione tra le prime al mondo, ora si ritrova in una fase storica in cui il diverso deve essere emarginato, che sia una persona diversamente abile, un anziano, un emigrante, un profugo o un clochard non fa differenza. Personaggi pubblici come Grillo, che in un suo spettacolo ha usato la metafora delle persone autistiche e della sindrome di Asperger, per insultare coloro che detengono il potere, sono indegni. Il Sig. Grillo non si è neanche scusato pubblicamente per le sue affermazioni, ampiamente contestate sia da noi, con una lettera pubblica, sia da altre associazioni Italiane, ma anzi, al contrario, ha risposto che continuerà ad usare le metafore, perché queste sono necessarie. Naturalmente non riesce a capire la differenza dell’uso inappropriato delle stesse.

Il potere è, nella maggior parte dei casi, purtroppo, in mano a coloro che lo usano a proprio vantaggio e rappresentano una categoria di persone che quel pensiero supportano. Le persone sono state deprivate nel tempo, in modo consapevole da chi preferisce l’ignoranza, da quel filtro e senso critico necessario  per capire che l’uso indiscriminato di un linguaggio volgare e offensivo  fomenta il bullismo e il razzismo, delineando una società in cui il rispetto dei diritti umani delle persone vengono meno.

Leggendo la storia di una bambina con la sindrome di Down nata a Napoli e abbandonata dalla famiglia, che viene rifiutata da almeno sette famiglie che chiedevano l’adozione, e un uomo, sposato precedentemente con un uomo, chiede di adottarla, dovrebbe far riflettere. Lui ha fondato associazioni per le persone diversamente abili per migliorarne la qualità della vita. Ha gli strumenti necessari per capire che la vita, con una persona con la sindrome di Down, può essere migliore. Questo è un atto di grande civiltà, anche se è doloroso sapere che la sua famiglia l’ha rifiutata, senza conoscere quale sarebbe stato lo sviluppo cognitivo della propria figlia. Ed è penoso sapere che altre famiglie, che avevano il diritto di adottarla, si siano rifiutate. Questo avviene perché si vive in una società in cui gli strumenti educativi, per migliorare la qualità di vita delle persone con la sindrome di Down, ma anche delle famiglie che se ne occupano, non sono migliorati. Assistiamo pertanto ancora allo stigma, ampiamente diffuso, della persona disabile sinonimo di ostacolo ad una vita felice. I pregiudizi esistono ancora e l’ignoranza di fronte alla disabilità è vasta e incolmabile.

Il Ministro della Disabilità (e su questo ci sarebbe molto da dire per la definizione in cui viene a cadere il concetto stesso di inclusione, relegando a un Ministero quello che dovrebbe rientrare all’interno delle politiche sociali e della sanità) Onorevole Giovanni Fontana, non ha fino ad oggi condannato pubblicamente l’accaduto, anche se Casalino si è scusato pubblicamente da Fazio, ritenendo che lui stesso, rivedendosi nel video, se ne vergogna.

Dare un senso alle parole e comportamenti che rischiano di generare atti di bullismo è il ruolo di un rappresentante politico, tanto più se il tema riguarda un ministero che lui stesso rappresenta. Non è stata fatta un’indagine approfondita sulla vicenda e considero, come Presidente di un’associazione che tutela i diritti delle persone diversamente abili e non, che non bastano le scuse pubbliche ma che la ricerca della verità sulla questione sia un dovere politico, e nel caso si accertino le responsabilità, che il mandato a Rocco Casalino, deve essere ritirato.

Amelia Massetti

Presidente e fondatrice Artemisia e.V. Inklusion für alle